12 aprile 2012

misoginia

Chiedo umilmente scusa, ma non riesco proprio a non sentirmi profondamente offesa dai discorsi tra donne.

Tutto ruota intorno ad argomenti così fatui: la cucina, l'abbigliamento, le acconciature, il matrimonio, i figli [...] .

Proprio non capisco come diavolo sia possibile.

Insomma, non c'è altro?
Davvero, non avete bisogno di esprimervi su altro?
Confrontarvi, magari, su argomenti più interessanti, profondi, concreti?

Possibile che non troviate stimolo alcuno su qualcosa di culturalmente più elevato?
Nessuna brama di conoscenza?

Presuntuose.

10 aprile 2012

Buon Compleanno

Mi ricordo ancora quanto erano morbide le tue guance, e ruvide le tue dita sottili.
Non lo dimenticherò mai.

Sono sicura che adesso sarai contenta.
Egoisticamente, però, mi manchi da morire.

2 aprile 2012

They want your soul, and your money...

Mi accusate di essere cinica, va bene.
Mi accusate di essere pessimista, va bene.
Mi accusate di essere misantropa, va bene.

Ora però dimostratemi come potrei non essere cinica, in un mondo così materialista, e così improntato all'acquisto di beni inutili come obiettivo di infinite ore di lavoro.

Come potrei non essere pessimista quando ci sono persone che non hanno imparato neppure a parlare la lingua che usano tutti i giorni.

Come potrei non essere misantropa quando ho di fronte a me persone che si preoccupano del solo lato sessuale di ogni gesto, oggetto, persona.

Ditemi come diavolo pensate che riusciremo a cambiare questo paese se ce ne freghiamo altamente di chi ci gestisce, e restiamo sul divano a cercare di scorgere un paio di mutande davanti alla tv.

Non vedo resistenza.
2+2=5.

29 marzo 2012

Automi

In effetti, forse, non mi rendo conto di trattare le persone come se non fossero tali.

Nel senso, non come una forma di vita esistente, con un background esperienziale (quant'è cacofonica sta parola?).

È come se li considerassi degli oggetti, che parlano si muovono, interagiscono con me, e non esistessero dal punto di vista emotivo, personale, intellettuale.

Sono proprio una brutta persona.

23 marzo 2012

Relatività

Onestamente, quante persone in grado di cambiare il mondo avete conosciuto?

Ora, non starò qui a sputare teorie riguardo al profondo quanto complesso mistero della vita, ma,
immaginate il vostro fututo.
Studi, lavoro, famiglia, bambini, pensione (con i dubbi del caso), nipotini, casa di riposo, bara.
Tutto qui?

Se avete l'impressione che vi stia giudicando, avete perfettamente ragione.

Andiamo.
Siamo la forma di vita più evoluta su questo fottuto pianeta, e voi mi volete dire che l'obiettivo medio di una persona è questo?
Forse sarò io che tendo a tornare sempre sullo stesso argomento, ma dovremmo aspirare a qualcosa di più alto.

I punti sono fondamentalmente 2:
  • O l'uomo moderno soffre del complesso di inferiorità nei confronti del mondo, ma non del mondo come massa, del mondo come singolo;
  • Oppure si ritiene così al di sopra della complessità da propinare la sua intera esistenza al compiacimento di piaceri sterili.

Cambiare il mondo era la prospettiva di grandi uomini del passato, e oggi non c'è più nessuno che aspiri a farlo.
Noi vittime del cambiamento, anziché fautori.

Dovremmo fare una lista delle priorità per capire quali siano i nostri limiti e le nostre aspettative, e capire che difronte all'universo siamo enormemente insignificanti si, ma dal punto di vista "misurativo".

9 febbraio 2012

It

Cercare, e finire con l'essere trovati.
Scoprire, e finire con l'essere scoperti.
Pensare, e finire con l'essere pensati.


Pedone in G3.

22 dicembre 2011

grazie

Basta un evento del tutto inaspettato per ritrovare la fiducia in sé stessi.

Non sentirsi più minacciati da qualsiasi cosa ci giri intorno.
Perché, finalmente, si è realizzato ciò che si è.
Ed un ricordo non può competere. E neanche il soggetto.

Il resto sono futilità, "armi" per chi non ha altri argomenti su cui esprimersi, e non è questo il modo in cui ci siamo presentati al mondo.
I rapporti che creiamo sono, prima di tutto, basati sui contenuti. E devono sempre esserlo.

Proprio perché fondamentalmente non è un comportamento (modo di fare)  innato nella personalità, ma che si decide di avere a fronte di eventuali situazioni (comportamento pleonastico), nonché poi relativo il suo riconoscimento come tale.

La fedeltà a sé stessi è derivante proprio dalla sincerità con cui si è scelto di convivere, ed è insensato iniziare ad essere ciò che non si è.
Consapevoli del proprio valore nel complesso, ed essendone estremamente orgoglioso.

Da qui è un passo capire che la fiducia in sé stessi non debba mai dipendere da ciò che loro dicano, pensino o facciano.
Ma da ciò che si rappresenta per sé stessi.

13 aprile 2011

Σωκράτης

Quella che sul piano soggettivo è la felicità, sul piano oggettivo coincide con la realizzazione della propria essenza.

5 dicembre 2010

mors

Ciò che spaventa di più l’uomo è la morte, senza considerare che lei è il suo solo scopo di vita.

4 novembre 2010

rate

Sei giudice dell'ignoto.
Delle incomplete informazioni,
Delle incomprese personalità.