4 aprile 2018

Mestatori

Devo comunque sottolineare che l'insistenza è perenne.

Se il punto di vista di cui sei sicurissimo, una convinzione talmente forte che perdura da così tante decadi che non ricordi neppure di aver mai potuto concepire un concetto diverso, ti verrà sempre rivolto un affronto sulla riconsiderazione futura della tua idea.

È li che ti chiedi un paio di cose:
  • Con quale voto si siano laureati in psicologia comportamentale
  • A che pro servire questa sfida
Comprendo che negli ultimi anni la tendenza all'azzardo dilaga più del fare colazione, ma insistere non vi porterà ad aver ragione.
Inoltre, una volta tanto, potreste anche pensare di rispettare le opinioni altrui come fanno gli altri. Anche perché nessuno mediterebbe mai di dirvi che avete fatto uno sbaglio che rimpiangerete per tutta la vita.
Quasi quasi ci penserò io la prossima volta.

23 luglio 2015

Rabbia


Nonostante gli anni passati, ti rendi conto di sentire la sua mancanza in ogni piccola cosa.
Non era a caso la persona a cui hai voluto più bene sulla faccia della terra.

Quella che sapeva sempre come prenderti, davanti alla quale non riuscivi a fare altro che sorridere.
La persona più vera, sincera, generosa e adorabile che potesse esistere.

È un comportamento un po' morboso, infantile, ma ti brucia ancora.

Stupido orgoglio, folle gelosia... hai buttato all'aria l'unica amicizia vera che avresti mai potuto desiderare, una sorella.

Sei una vera imbecille.

19 ottobre 2014

Anam

Il materialismo uccide il pensiero.
Lo giustifichiamo come qualcosa che ci faccia sentire meglio, che ci faccia vedere allo specchio più belli, più in armonia con noi stessi.
La realtà è che fa sentire meglio chi non capisce.
Chi non si chiede.
Chi non si fa domande su chi è, da dove viene, cosa contiene.
Chi non ha coscienza di sé.

10 settembre 2014

Ambition

Quante volte ci saremo messi a pensare a quale sia lo scopo della vita?
Sicuramente infinite.
Non mi era mai capitato di farlo, però, per caso.
E per giunta come spunto di riflessione in una conversazione.

Ascoltando pareri e idee degli altri a riguardo, ho chiarito a me stessa un punto fondamentale, che si ricollega al principio fondamentale dell'esistenza umana.

Tutto per me ruota intorno allo stesso asse: la relatività.
In questo senso ogni cosa vista da un punto di vista differente può acquisire un diverso significato.

Credo che la chiave sia l'ambizione.
Ognuno ambisce a cose diverse, cose che per loro valgono l'esser vivi.

Ragion per cui lo scopo della vita lo legherei proprio a questo.

8 luglio 2014

Egoismo psicologico

Avete presente l'altruismo, la generosità e tutte le altre cazzate annesse?
Ebbene, possiamo riassumerle con una sola parola.
EGOISMO.

Riempirsi l'ego è lo scopo (alle volte incoscio) di tutte queste azioni.
E questo "fantomatico" amore ne fa parte.
È una forma malata di opportunismo, e il ché è tutto dire...

E quando qualcuno la vede diversamente, gli viene spiegato nel tentativo di difendersi/autoconvincersi, quanto invece sia bello farlo.

Nel momento in cui si è talmente confusi sul significato delle proprie azioni, se proprio ci si vuol fare i propri affari, abbiate almeno il buon senso di tenerne fuori gli altri.

23 maggio 2014

nothing but zero

Fondamentalmente siamo falsi con tutti.
Sorridiamo, scherziamo, parliamo fingendo di andare d'accordo.
Sarebbe difficile altrimenti trovare degli "amici".

Onestamente non credo al quieto vivere, mi piace manifestare le mie idee.

Erroneamente, certo, preferisco essere un "lupo solitario".

26 febbraio 2014

Freedom call

Ho pensato a delle immagini astratte e mi sono venuti in mente i poster.
Nostalgia di scambi ideologici.

Onestamente non so ancora spiegarmi cosa sia successo.
Forse in chiave ingenua, prospettica, magari in quella equivoca si.

Ma alcune volte tutto si sistema e torna al suo posto.
E ne sono estremamente contenta.
Soprattutto dopo aver provato personalmente un fatto concreto, che mi ha fatto capire perché anche solo il pensiero ferisce.

Davvero felice!

17 dicembre 2013

Concerto Piano & Orchestra n.14 in E flat major

Bisogna ricordarsi di non dimenticare.
E non per sentimentalismi.
Semplicemente per non tralasciare ciò che è successo in vista di progetti futuri.

Tutto ciò che accade, accade per un motivo.
E proprio perché se nel momento in cui è accaduto non eri pronto a prendere determinate decisioni, col senno di poi lo si diventa, per forza di cose.

Per cui è bene tenere a mente tutte le situazioni, prima di poter fare un quadro generale, e decidere di piantare il chiodo.

22 agosto 2013

grazie

Esistono, poi, quelle persone.
Quelle persone che non importa quanto siano lontane,
o quanto sia difficile o rado sentircisi,
a cui, e di cui, non importa se ci si contatti solo nel momento del bisogno.

Quelle persone che potresti non vedere e/o sentire per un secolo,
eppure saranno sempre li per te in ogni volta che ne avrai bisogno, o non.

Quelle persone che ti vogliono bene come se avessero nelle vene il tuo stesso sangue.

Si chiamano "amici" troppe persone troppo leggermente.
Come li definireste loro allora?

7 agosto 2013

richieste

Alcuni dicono di cercare il compromesso.
Per lo più non sono d'accordo.
Cerco sempre di sformare le cose, piuttosto che adattare me stessa.

Forse, però, posso intuire che in alcuni casi questo non sia possibile, probabilmente per un'influenza emotiva.
E allora penso che sia anche il caso di dover considerare che potrebbe essere cercato, fin tanto che si arrivi ad un punto ragionevole.

Ma si dovrebbe avere la giusta lucidità mentale per capire se la richiesta non sia troppo esagerata e riuscire a mettere su una bilancia la contropartita.

È bello non avere più questi problemi.

18 luglio 2013

progresso

La ricerca continua di attenzioni nonché l'ostentazione e/o l'attaccamento ossessivo come obiettivo errato del proprio subconscio, è il prodotto di un problema psicologico (o a livello emotivo)?

Trovare poi assenso nella controparte, comporta l'incomprensione del problema come esso stesso?

Qual'è dunque il giusto comportamento da tenere a fronte di situazioni tali?
Ma più che altro, esiste la possibilità di riuscire a comprendere l'erroneità di questa condotta?

22 giugno 2013

futilità

Ma, ancora pensate ai fiori e gioielli?
No dico, ma che avete che non funziona?
Davvero pensate che sia questo IL metodo di dimostrazione?

Proprio non ci arrivo.
Cacchio, io mi definisco materialista, ma al confronto questo lo surclassa alla grande.

Al di là della banalità che figura, non carpite l'irretimento cosmico celato dietro a questi futili gesti?
Bah, non vi capirò mai.

10 maggio 2013

parvenza

Il confronto, il relazionarsi con gli altri.
Che la personalità sia il mezzo per la dimostrazione?

Cerchiamo di apparire belli o forti per impressionare gli altri, e ci piace essere elogiati o apprezzati per cosa facciamo o come appariamo.
Facendo, dunque, di tutto per il raggiungimento di questo obiettivo.

Dunque mi chiedo, se non vi fossero altri umani oltre a noi stessi, cosa sarebbe la nostra personalità?
Ne esisterebbe una?

7 aprile 2013

ritratti

Credo di non essere in grado di perdonare.

Forse perché non concepisco determinati tipi di errore.
Forse perché ho un modo di fare troppo schematico.
Forse per orgoglio.

Devio i pensieri su altro.
Come se niente fosse mai successo.

Ma non riesco proprio a dimenticare.

26 marzo 2013

conforto

È bello ascoltare.

Le persone parlano inconsapevolmente molto di sé stesse.
A volte persino troppo.

Tuttavia i loro pensieri, ragionamenti, comportamenti ti fanno vedere le diverse angolazioni di una personalità, in cui non sempre esiste correlazione con il loro stile di vita, lavoro o corso di studi.

E questo è estremamente snervante, perché non capisci come sia possibile non avere tasselli di un puzzle incastrabili tra loro.

Per questo mi piace il nero.
Non esistono sfumature di nero.

13 marzo 2013

disadattata

Come è possibile avere la presunzione di sapere cosa sia il giusto?
Come è possibile voler imporre il proprio pensiero su qualcun altro?
Come è possibile pensare di essere un burattino per dover essere un esempio per gli altri?

Come è possibile solo immaginare di poter precludere la libertà altrui per una propria convinzione?

28 febbraio 2013

intenzione

Nel momento in cui una teoria fa acqua, mi chiedo, avrebbe senso lasciar credere che sia corretta?
Tuttavia, il tentativo di "far notare la falla", potrebbe essere (fra)inteso come imposizione del proprio pensiero.

In questo caso, allora, non avrebbe più senso alcuno cercare un confronto?
Come potrebbe, dunque, esserci una crescita senza di esso?

O dovremmo forse pensare che in tal caso, questa, sia solo una scusante per occultare l'esiguità di quel pensiero?

12 febbraio 2013

finitezza

Sono estremamente limitata.

Non arrivo a capire tante, troppe cose; che per chiunque altro, sono ovvietà.
Non comprendo queste finzioni, queste montature, questi richiami alla tentazione.

Questi tentativi di rapire l'interesse.
Queste vane ricerche di espressione di sentimentalismi con ritratti di emozioni di dubbia "infusione".

Ma perché?

31 gennaio 2013

novabbèmadavero?

Giuro, non sopporto l'ignoranza.

Ma forse ancora di più quella che ti spinge a restarvi dentro.
Quella che ti incatena.
Che ti porta a pensare che non ci sia altro da sapere.
Che ti fa credere che le cose di cui non conosci il funzionamento, siano inutilità per chi ha tempo da perdere.

Che ti fa sembrare gli altri una massa di sofisti.

Soprattutto la mia.

17 gennaio 2013

Sale

Non ci sono decisioni giuste o sbagliate.
Ci sono sono scelte.

Scelte che ti portano in un punto, altre che ti portano altrove.

Si possono fare infiniti ragionamenti per capire dove poter arrivare con queste opzioni, ma mai su esse stesse.

È sempre la conseguenza che conta.